demara
domenica 14 novembre 2010
sabato 13 novembre 2010
Realpolitik
Sei molto più bella di me
hai il senso degli affari
hai il senso degli affari
sei figlia dei nostri tempi
si vede da quello che indossi
sai anticipare le mosse
lo leggo dai tuoi passi
sei molto più bella di me
sei molto più bella di me
Ti guardo abbandonare l’aula
per imbracciare le armi
per bruciare i libri per riesumare i fantasmi
Sei molto più bella di me
hai il senso degli affari
Il mio umorismo sta peggiorando
mentre indossi gli occhiali da sole
quando il sole sta bruciando
quando anche i forti hanno pianto
sei molto più bella di me
sei molto più bella di me
Ti guardo abbandonare l’aula
per imbracciare le armi
per bruciare i libri per riesumare i fantasmi
Sono fuori luogo qui
Ho letto tutti i paragrafi
Sono appeso come un ragno
Ai fili sottili di un sogno che mai accadrà
guardaci negli occhi
guardaci negli occhi
guardaci negli occhi
guardaci negli occhi
venerdì 12 novembre 2010
Ascoltando il silenzio
La vita fra le pagine di un libro
scorre lentamente come un fiume pigro
rinuncio a fare quattro passi
rallentando al minimo soffio di vento
in un’ estate calda all’improvviso
mollemente ci baciamo per ore
trattenendo il respiro tutto durerà per sempre
trattenendo il respiro tutto durerà per sempre
Il giorno intanto muore ed ogni gesto si fa lento
come il sole lungo le tue gambe
ah se il mondo lo sapesse e se potessimo anche noi
fermare il cielo con le mani
confido nella gioia dei tuoi occhi
le tue labbra agonizzanti alla deriva
ascoltando il silenzio tutto durerà per sempre
ascoltando il silenzio tutto durerà per sempre
Dipingerò di rosso i tuoi capelli
per rendere perfetti tutti i nostri giorni
ho visto angeli cadere
stelle attraversar la luna
dondolando il tuo corpo ancora caldo
avremo un altro letto e altri nomi
non ci sarà nessuno nella stanza
ascoltando il silenzio tutto durerà per sempre
ascoltando il silenzio tutto durerà per sempre
giovedì 11 novembre 2010
Lieve
Le amare esperienze insegnano
cosa raccogliere da una notte di neve
consumare l’attesa in un angolo
consumare l’attesa in un angolo
contenendo ogni lampo vitale
Scriverò senza fissa dimora
scriverò dei miei sbalzi di umore
misurando ogni cosa con cura
la paura, il silenzio e il clamore
Lo vedi tu com’è
la vita non cade lieve
dovrai chiedere al tuo cuore di neve di non arrendersi
Perché il giorno si fa sempre più scuro
ogni giorno il dolore è mortale
il tramonto si tinge di nero
sembra come morire, aspettare
Lo vedi tu com’è
la vita non cade lieve
dovrai chiedere al tuo cuore di neve di non vendersi
Io scrivo B-sides
Grazie alla storia d’amore tra i discografici e le cassiere dei supermercati,
io sono completamente inutile. Le canzoni si attaccano come magneti
ai frigoriferi ripieni di scatolette di muffa e aria pesante.
Si consumano orologi, scarpe, solitudini e chiavacci per le serrature.
Si sacrifica tutto al Dio di non so cosa.
E mi viene il vomito.
La poesia non guarisce il vomito,
la poesia fa schifo e cosi anche noi.
la poesia fa schifo e cosi anche noi.
Quello che un tempo era il confine dell’ignoto
oggi è il muro di Berlino, fosse di fango e filo spinato.
Nell’aria vibrano i colpi dei mortai, nessun violino in sottofondo
nessuna melodia.
Soltanto le suonerie dei telefonini fatti per suonare negli ascensori.
Un carro armato in piazza pronto ad asfaltare tutto.
Io scrivo B-sides con le braccia invisibili
Io scrivo B-sides che non mi porteranno da nessuna parte
Io scrivo B-sides per dare ragione all’anima.
Estate leggera
Hai mai visto praterie senza alcun un pensiero/ sobborghi e periferie in mano ad un ipermercato/ hai mai visto i giorni sacri diventare cenere/ e le cattedrali chiudersi agli stranieri/ Hai mai visto gli alberi cadere sulla strada per disperazione/ hai mai visto un ombra dondolare/ hai sentito che la nebbia è qualcosa che non fa vedere/ e che la paura è un‘arma micidiale/ Ma tu vuoi un estate leggera/ con la luna sopra gli alberi/ questo paese ti tiene per la gola/ è una guerra di merda tra poveri/ Ma tu vuoi un estate leggera/ non vuoi sentirti sola/ il futuro che cercavi scivola nella miseria/ cosi chiudi gli occhi per difenderti/ Hai mai visto la pioggia cadere come lacrime dal sole/ hai mai visto gli elicotteri passare il confine/ dove si va via in silenzio mentre affondano i barconi/ hai mai visto, hai mai sentito, ci hai mai pensato?/ Ma tu vuoi un estate leggera/ con la luna sopra gli alberi/ questo paese è un cappio che tiene per la gola/ è una guerra di merda tra poveri/ Ma tu vuoi un estate leggera/ in mezzo a queste tenebre/ il futuro che sognavi scivola nella miseria/ cosi chiudi gli occhi per nasconderti.
mercoledì 10 novembre 2010
Chiudono fabbriche e operai
Chiudono fabbriche e operai
ed io non so più scriverti niente.
I nostri sogni ormai svaniscono,
la tempesta avrà un’onda lunga
e noi un futuro cortissimo.
Ad esempio domani che fai?
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